Criptovalute: cosa sono e come funzionano

Una Criptovaluta è una valuta 100% digitale che utilizza la crittografia per proteggere le transazioni e garantire la massima sicurezza. A differenza delle monete tradizionali come l’Euro, le criptovalute funzionano senza l’intervento di Banche Centrali o Governi e si basano su un sistema decentralizzato gestito da una rete di computer (la blockchain), permettendo agli utenti di scambiare valore o investire senza bisogno di intermediari.


Scritto da: Mattia Piccinelli
Fondatore & Analista Crypto

Cosa sono le Criptovalute

Per capire a fondo cosa sono le Criptovalute, bisogna fare un passo oltre la semplice definizione di “moneta digitale”. Nel mondo informatico tradizionale, tutto ciò che è digitale può essere copiato all’infinito, se invii una fotografia o un documento tramite email, tu mantieni l’originale e il destinatario riceve una copia.

Con il denaro, questo ovviamente non può accadere. Le criptovalute sono nate proprio per risolvere questo ostacolo, noto in informatica come il problema della doppia spesa (double spending). Grazie alla crittografia, quando invii 1 Bitcoin a un’altra persona, il sistema garantisce matematicamente che tu non possieda più quella quantità di Criptovaluta, trasferendone la proprietà in modo definitivo.

Inoltre, è importante sfatare un mito molto diffuso, le criptovalute non sono dei “file” salvati su una chiavetta USB o sul disco fisso del computer. Sono in realtà delle registrazioni di proprietà scritte in modo indelebile su un libro mastro condiviso e pubblico (la blockchain).

Infine, a differenza del denaro tradizionale, la maggior parte delle criptovalute è progettata per avere una scarsità programmata. Il loro codice sorgente stabilisce un tetto massimo di monete che potranno mai essere create (nel caso di Bitcoin, ad esempio, il limite è fissato a 21 milioni). Questa caratteristica le rende simili a beni rifugio come l’oro, introducendo il concetto di “scarsità digitale”.

Differenza tra criptovalute e valute tradizionali

La valuta che utilizziamo tutti i giorni, l’Euro, prende il nome di valuta FIAT. Metterla a confronto con le criptovalute è il modo migliore per comprendere l’innovazione portata da queste ultime.

Ecco le differenze fondamentali che separano i due mondi:

  • Emissione e inflazione: le valute FIAT sono emesse e gestite dalle Banche Centrali (come la BCE per l’Euro). Queste istituzioni possono decidere di “stampare” nuova moneta in base alle esigenze politiche o economiche, un’azione che genera inflazione e riduce il potere d’acquisto nel tempo. Le criptovalute, invece, sono emesse da un algoritmo matematico immutabile. Nessun ente può decidere arbitrariamente di crearne di più per svalutarle.
Nota bene: esistono altre criptovalute il cui codice prevede un’emissione continua o persino inflattiva. La vera differenza rispetto alle valute FIAT è che queste regole di emissione sono pubbliche, trasparenti e scritte nel codice fin dal primo giorno. Possono essere modificate solo tramite un consenso pubblico e radicale dell’intera rete, conosciuto come Hard Fork, e mai decise a porte chiuse da un comitato.
  • Gestione e intermediari: per trasferire Euro in formato digitale sei obbligato ad affidarti a un intermediario (ad esempio una banca o un circuito come Visa o Mastercard). Questi enti hanno il potere di bloccare i tuoi fondi, negare un bonifico o chiudere il tuo conto. Le criptovalute operano su una rete Peer-to-Peer (da persona a persona) dove se possiedi le chiavi private del portafoglio, hai il controllo totale e incensurabile sui fondi. Sei, di fatto, la banca di te stesso.
  • Valore e corso legale: le monete tradizionali hanno un valore imposto per legge dallo Stato (hanno appunto un “corso legale” e devono essere accettate per forza come mezzo di pagamento). Le criptovalute non hanno corso legale, il loro valore non è imposto da alcun governo, ma è determinato esclusivamente dalla fiducia degli utenti che compongono la rete e dalle leggi del libero mercato della domanda e dell’offerta.

Come funzionano le Criptovalute

Le Criptovalute funzionano …  da inserire in modo che risponde subito alla domanda dell’utente.

A differenza delle monete tradizionali, le criptovalute non esistono in forma fisica, questo vuol dire che non ci sono monete di metallo o banconote di carta. Un Bitcoin o un Ether non sono altro che registrazioni digitali all’interno di un database pubblico.

Per far sì che questo sistema funzioni in modo sicuro e senza la supervisione di una banca, le criptovalute si appoggiano a tre pilastri fondamentali: la blockchain, la crittografia e la rete di validatori.

Cos’è la Blockchain in poche parole

La Blockchain (catena di blocchi) è la tecnologia alla base di quasi tutte le criptovalute. Puoi immaginarla come un libro mastro contabile pubblico e digitale.

Ogni volta che avviene uno scambio di criptovalute, questa transazione viene trasmessa alla rete. Le transazioni in attesa vengono raggruppate in un blocco. Non appena questo blocco viene validato dalla rete (il che avviene a intervalli di tempo regolari dipendenti dal protocollo), viene sigillato matematicamente e agganciato al blocco precedente, formando per l’appunto una catena cronologica.

Questo sistema ha come caratteristica fondamentale l’immutabilità.
Una volta che un blocco è stato aggiunto alla catena, non può più essere modificato, cancellato o falsificato. Questo perché una copia identica di questa blockchain è distribuita e aggiornata in tempo reale su migliaia di computer in tutto il mondo. Se qualcuno provasse a manomettere la propria copia, il resto della rete se ne accorgerebbe e scarterebbe la modifica.

Nota interessante: esiste uno scenario noto come 51% attack. Se un singolo malintenzionato o un gruppo coordinato riuscisse a controllare più della metà della potenza di calcolo dell’intera rete, potrebbe teoricamente riscrivere la cronologia delle transazioni. Per reti piccole, questo è un rischio reale, tuttavia per reti enormi e globali come Bitcoin, accumulare il 51% della potenza di calcolo totale richiederebbe un investimento economico in hardware ed energia talmente colossale da rendere l’attacco praticamente ed economicamente irrealizzabile.

Crittografia e sicurezza

Il prefisso “cripto” deriva dall’uso della crittografia, ovvero l’applicazione di complesse formule matematiche per proteggere le transazioni e garantire che solo il legittimo proprietario possa spendere i propri fondi.

Nel mondo delle criptovalute, non hai un conto corrente a tuo nome, ma utilizzi un sistema basato su due chiavi digitali:

  • Chiave pubblica: puoi pensarla come il tuo codice IBAN, è un indirizzo alfanumerico che puoi condividere pubblicamente con chiunque per ricevere fondi. Non c’è alcun rischio nel comunicarla;
  • Chiave privata: puoi pensarla come il PIN del tuo bancomat o la password del tuo conto online. È la chiave crittografica che ti dà il diritto di firmare e spendere le criptovalute associate a quel determinato indirizzo pubblico. In linea di massima non deve mai toccare un dispositivo non sicuro.

La regola più importante delle criptovalute da tenere sempre a mente è, chi detiene la chiave privata, possiede i fondi. A differenza di una banca, se perdi la tua chiave privata non c’è nessun servizio clienti a cui chiedere il reset della password, i fondi rimarranno bloccati per sempre sulla blockchain. Proprio per questo, per mantenere le criptovalute al sicuro, consiglio sempre di utilizzare un Hardware Wallet.

Minatori e Nodi

Una criptovaluta non ha una banca centrale a decidere quali transazioni sono valide e quali no, quindi chi aggiorna la blockchain?
Il compito di aggiornare la blockchain di una criptovaluta spetta alla rete stessa, formata da Nodi (i computer che conservano una copia dell’intera blockchain, full node) e dai validatori o minatori (coloro che raggruppano le transazioni nei nuovi blocchi).

Per mettersi d’accordo su quale sia la versione corretta della blockchain, questi computer utilizzano dei regolarmente matematici chiamati meccanismi di consenso. I principali sono:

  • Proof of Work (PoW): il sistema utilizzato da Bitcoin. Richiede che i computer della rete (minatori), competano tra loro risolvendo complessi enigmi basati su specifici algoritmi crittografici (ad esempio, Bitcoin utilizza l’algoritmo SHA-256). Il primo minatore che risolve il problema guadagna il diritto di aggiungere il nuovo blocco e riceve una ricompensa in criptovaluta. È un sistema che garantisce una sicurezza altissima, ma richiede un enorme dispendio di energia elettrica e potenza di calcolo fisica;
  • Proof of Stake (PoS): il sistema utilizzato da Ethereum. Formato da validatori scelti dalla rete in proporzione alla quantità di criptovaluta che decidono di “bloccare” a garanzia (staking). Se un validatore agisce onestamente confermando transazioni corrette, riceve una ricompensa. Se tenta di approvare transazioni false o alterate, il protocollo lo punisce confiscando parte o tutti i fondi bloccati.

Esistono anche altre varianti di meccanismi di consenso, sviluppati per rispondere a diverse esigenze, come la Delegated Proof of Stake (DPoS), dove gli utenti votano un numero ristretto di delegati per validare le transazioni (usato per massimizzare la velocità), o la Proof of History (PoH) usata da reti come Solana, che integra un orologio crittografico per ordinare gli eventi ad altissima frequenza.

Indipendentemente dal sistema utilizzato, lo scopo finale è permettere a migliaia di sconosciuti di accordarsi sullo stato dei conti, in modo sicuro e senza bisogno di fidarsi l’uno dell’altro.

A cosa servono le Criptovalute

Le Criptovalute servono principalmente come mezzo di pagamento globale, come potenziale riversa di valore e come strumento per accedere a servizi di Finanza Decentralizzata (DeFi) o specifiche applicazioni informatiche (utility token).

Nate originariamente come semplice alternativa digitale al denaro tradizionale gestito dalle banche, queste risorse hanno ampliato enormemente i loro casi d’uso grazie all’evoluzione della tecnologia blockchain. Oggi le loro funzioni principali si dividono in:

  • Mezzo di pagamento globale: le criptovalute permettono di inviare e ricevere fondi in qualsiasi parte del mondo senza dover passare attraverso banche o intermediari finanziari. Le transazioni avvengono 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e spesso comportano commissioni e tempi di attesa inferiori rispetto ai più tradizionali metodi di pagamento internazionali;
  • Riserva di valore: alcune monete digitali sono cencepite per avere un’offerta massima fissa. Il Bitcoin, ad esempio, non supererà mai i 21 milioni di unità. Questa scarsità matematica programmata lo ha portato a essere considerato da molti investitori come un “oro digitale”, ossia un potenziale strumento di copertura contro l’inflazione delle valute FIAT (come l’Euro), che possono essere stampate in quantità illimitata dalle Banche Centrali;
  • Finanza Decentralizzata (DeFi): grazie all’introduzione degli Smart Contract (contratti intelligenti che si auto-eseguono al verificarsi di determinate condizioni), le criptovalute permettono l’accesso a servizi finanziari complessi senza bisogno di istituti di credito. È possibile prestare le proprie monete per ottenere un rendimento, richiedere prestiti o scambiare asset in modo totalmente decentralizzato.
  • Accesso a servizi specifici (Utility Token): non tutte le criptovalute nascono per essere denaro. Molte fungono da veri e propri “gettoni” digitali (utility token) necessari per accedere e utilizzare specifiche applicazioni decentralizzate (DApp), oppure epr pagare commissioni di rete all’interno di un determinato ecosistema informatico.

Le principali criptovalute da conoscere

Le principali criptovalute da conoscere per iniziare a orientarsi nel mercato digitale sono indubbiamente Bitcoin, Ethereum (che rappresenta l’ecosistema degli smart contract) e le Stablecoin.

Oggi esistono migliaia di progetti differenti, e la stragrande maggioranza delle monete create successivamente a Bitcoin vengono definite Altcoin (monete alternative). Molte di queste si trovano nella top 100 della quotazione delle criptovalute, e nascono per risolvere problemi molto specifici. Tuttavia, per comprendere le basi di questo mondo senza perdersi in elenchi infiniti, il punto di partenza ideale è focalizzarsi su questi asset fondamentali.

Bitcoin (BTC)

Bitcoin (BTC), criptovaluta creata nel 2009 dal misterioso Satoshi Nakamoto, è il capostipite di tutto il settore. Nato originariamente come sistema di cassa elettronica peer-to-peer, oggi Bitcoin è considerato dalla maggior parte degli investitori come una vera e propria riserva di valore, un “oro digitale”. Questa percezione è dovuta a due fattori chiave, una quantità massima bloccata matematicamente a 21 milioni di monete (che ne garantisce la scarsità) e un livello di sicurezza ineguagliabile garantito dall’algoritmo Proof of work.

Piattaforme per smart contract

Alcune criptovalute non fungono solo da moneta, ma alimentano dei veri e propri “computer decentralizzati”. Il progetto più importante in questo campo è Ethereum (ETH), la seconda criptovaluta al mondo per capitalizzazione. La sua rete permette di creare ed eseguire gli Smart Contract. Monete come Ethereum rappresentano l’infrastruttura informatica di base su cui vengono costruite la Finanza Decentralizzata (DeFi) e le applicazioni decentralizzate (DApp).

Stablecoin

Le Stablecoin sono una categoria speciale di criptovalute progettate per mantenere un valore stabile nel tempo, quasi azzerando l’estrema volatilità tipica di questo mercato. Per farlo, il loro prezzo è ancorato (pegged) a un bene di riserva tradizionale, solitamente una valuta FIAT.

Vengono utilizzate dagli investitori per “parcheggiare” i capitali nei momenti di incertezza o per facilitare gli scambi garantendo un valore certo. Le più scambiate a livello globale sono ancorate al Dollaro, come Tether (USDT) e USDC, ma stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante anche quelle ancorate all’Euro, come EURC o Tether Euro (EURt), particolarmente utili per gli investitori del mercato europeo.

Vantaggi e rischi delle Criptovalute

Prima di decidere di esplorare o operare in questo settore, è fondamentale comprendere che le monete digitali rappresentano un mondo completamente nuovo. Offrono innovazioni tecnologiche e finanziarie straordinarie, ma espongono a pericoli specifici che non esistono nel sistema bancario tradizionale.

Vediamo quali sono i principali elementi positivi e negativi da valutare.

I lati positivi

  • Controllo totale (decentralizzazione): non dipendendo da una banca o da un ente centrale, l’utente è l’unico vero proprietario dei propri fondi. Nessuna istituzione può bloccare il conto, congelare i capitali o limitare i prelievi in modo arbitrario;
  • Trasparenza: poiché la blockchain funziona come un registro contabile pubblico condiviso, tutte le transazioni sono verificabili da chiunque in qualsiasi momento. Questo rende il sistema estremamente trasparente e resistente alle falsificazioni;
  • Inclusione finanziaria: le reti crittografiche sono permissionless. Chiunque nel mondo possieda un computer o uno smartphone e una connessione internet può accedere a un sistema di pagamento globale. Questa caratteristica è vitale soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, dove l’infrastruttura bancaria è carente o inaccessibili per gran parte della popolazione.

I rischi delle Criptovalute

  • Elevata volatilità: i prezzi delle criptovalute sono determinati esclusivamente dalle leggi della domanda e dell’offerta sul libero mercato, fatta eccezione per le stablecoin. Le quotazioni possono subire improvvise variazioni percentuali, anche a doppia cifra, nel giro di poche ore, esponendo l’investitore a concreti rischi di perdita di capitale;
  • Responsabilità personale (self-custody): essere la “banca di se stessi” elimina gli intermediari, ma comporta un’enorme responsabilità tecnica. Per proteggere al meglio i propri fondi dagli attacchi informatici che colpiscono gli exchange, la pratica più sicura è trasferire le monete su un Hardware Wallet. Tuttavia, il rischio umano rimane, se si smarrisce la seed phrase (un insieme di parole che permette l’accesso al portafoglio) o se si commette un errore copiando l’indirizzo di destinazione di un pagamento, il denaro è perso in modo irreversibile. Nel mondo blockchain non esiste un’assistenza clienti a cui chiedere di annullare o stornare un’operazione;
  • Truffe e quadro normativo: a causa della sua natura digitale e globale, il settore attira purtroppo ancora malintenzionati, attraverso truffe di natura più o meno sofisticata, tra cui false piattaforme di investimento o progetti privi di reale valore. Inoltre, sebbene in Europa il recente regolamento MiCAR stia introducendo regole chiare e tutele importanti per gli utenti, in molte altre parti del mondo le leggi sono ancora frammentate o in fase di definizione.